È possibile trasformare la CO₂ presente nelle aree geotermiche in una risorsa energetica immagazzinabile?
RSE – Ricerca sul Sistema Energetico e CoSviG – Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche stanno conducendo presso il CEGLab una sperimentazione dedicata all’elettrometanogenesi.
Questo processo utilizza microrganismi metanogeni ed energia elettrica per convertire la CO₂ in metano, un vettore energetico che può essere accumulato e utilizzato quando necessario.
Le attività hanno previsto test in laboratorio, effettuati utilizzando CO₂ in bombola e proseguiranno con l’impiego dei gas endogeni, naturalmente rilasciati dai suoli delle aree geotermiche.
I ricercatori stanno valutando l’efficienza del processo e la possibile influenza di sostanze come l’idrogeno solforato (H₂S), che a determinate concentrazioni può interferire con l’attività dei microrganismi.
Parallelamente, è in corso l’individuazione di alcune aree di interesse, mediante misura delle emissioni naturali di CO₂ dal suolo, con l’obiettivo di identificare siti potenzialmente idonei a una futura sperimentazione sul campo.
La ricerca potrebbe contribuire allo sviluppo di soluzioni per la cattura e l’utilizzo della CO₂. In prospettiva, il metano prodotto potrebbe essere immagazzinato e impiegato, ad esempio, durante i picchi di domanda energetica delle reti.
Il progetto è realizzato nell’ambito del PNRR M2C2, Investimento 3.5 “Ricerca e sviluppo sull’idrogeno”, POR H₂.



















