
La crescita del settore energetico non si ferma. E le opportunità lavorative si fanno largo, in Italia e all’estero.
È quanto emerge dal report Work in Energy – Future Jobs Trends in the Energy Industry. Le lauree sono naturalmente di tipo tecnico-specialistico. Ma le capacità del singolo non sono marginali. In testa leadership e problem solving.
In Italia sono previste assunzioni soprattutto nei settori della produzione e dell’erogazione del servizio (29%). Al secondo e terzo posto: commerciale (13%); ricerca e sviluppo (12%). Quest’ultima è decisamente più richiesta all’estero (27%).
Si punta soprattutto sull’innovazione nel settore delle energie rinnovabili. Nel digital, l’estero sta investendo soprattutto in termini di assunzioni. Meno l’Italia.
Le figure più gettonate sono: Energy Manager, Engineering Manager e Technical Engineer. Ma le competenze individuali non sono da meno. In Italia sono al top: innovazione e team working, mentre la capacità di prendere delle decisioni ha un impatto maggiore all’estero.
La differenza tra la nostra penisola e l’estero è sostanzialmente una, e non è da poco: il budget. In Italia gli investimenti sono al di sotto dei 50.000 €. Negli altri paesi superano i 100.000 € e coinvolgono più del 70% delle aziende.